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Cittàmetropolitana di Torino

Life Wolfalps EU

Entra nel vivo la seconda edizione del progetto europeo LIFE WolfAlps per il monitoraggio della presenza del lupo nell'arco alpino e nei territori limitrofi e per la ricerca di soluzioni per una convivenza accettabile tra il carnivoro e le attività umane, l'allevamento in particolare.

La Città metropolitana, partner del progetto, ha avvito l'iter per la selezione pubblica di un operatore economico che coordinerà il monitoraggio del progetto. Non si tratterà di un incarico professionale ma di un eventuale appalto di servizi.
Entro lunedì 15 giugno alle 12 gli operatori interessati potranno presentare alla Funzione specializzata tutela fauna e flora le manifestazioni di interesse a partecipare alla selezione. Una volta selezionati i soggetti ritenuti idonei, la Città metropolitana li inviterà a presentare la propria offerta per il servizio.

Tutte le indicazioni utili per poter presentare la propria manifestazione di interesse sono reperibili consultando l'avviso n. 20 - progetto LIFE NAT/IT/000972 "LIFE WolfAlps EU".


Le funzioni del soggetto coordinatore

L'incaricato del servizio dovrà fornire un'assistenza tecnica specialistica, collaborando con il personale coinvolto nel progetto per la formazione dei nuovi operatori volontari che effettueranno il monitoraggio della popolazione di lupo, ma anche organizzare incontri di approfondimento dedicati ai possessori della licenza di caccia, organizzare e programmare il monitoraggio nell'area metropolitana, definire una strategia di lavoro, coordinare gli operatori impegnati nella raccolta dei dati sul campo necessari alla valutazione della conservazione della specie, nell'archiviazione finale dei dati raccolti, nella conservazione dei campioni prelevati e nella scelta dei campioni da sottoporre ad analisi genetica. Il soggetto incaricato dovrà assicurare un impegno di almeno 65 giornate a stagione di monitoraggio sistematico nel periodo compreso tra i mesi di novembre e marzo degli inverni 2020-2021, 2021-2022, 2022-2023 e 2023-2024,. Dovrà inoltre collaborare con gli altri partner e supporter del LIFE WolfAlps nello svolgimento delle singole attività, in particolare fornendo supporto tecnico e scientifico al personale coinvolto. Dovrà coordinare e organizzare quattro workshop nel periodo autunnale del 2020, 2021, 2022 e 2023 per la formazione e l'aggiornamento degli operatori impegnati nel campionamento nei mesi invernali, effettuare l'analisi demografica e spaziale dei risultati genetici forniti dal laboratorio di referenza per il progetto, finalizzata alla quantificazione dei branchi e degli individui presenti sul territorio metropolitano. Dovrà analizzare e mappare i dati raccolti utilizzando la tecnologia GIS, comunicare dati e analisi in forma cartacea e informatica, contribuire alla redazione dei report intermedi e finali in inglese sulla presenza del lupo nel territorio metropolitano, operando sotto il coordinamento del project manager e del technical manager individuati dall'Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime, che è il beneficiario coordinatore dell'intero progetto LIFE WolfAlps. Dovrà infine collaborare con l'Ente di gestione del parco Alpi Cozie e con la Città metropolitana per la pianificare e il monitoraggio degli interventi per la riduzione della frammentazione degli habitat in cui vive il lupo e degli incidenti stradali mortali per la specie in alta Valle di Susa.


Sfide, coinvolgimento e obiettivi comuni

Intanto funzionari e comunicatori dei partner del progetto LIFE WolfAlps hanno iniziato a confrontarsi sulla strategia che punta a coinvolgere un'ampia rappresentanza degli attori locali nelle attività locali di ricerca, ascolto e individuazione di soluzioni per la convivenza uomo-lupo. Per attori locali in questo caso si intendono tutti i portatori di interesse, i gruppi e le associazioni che hanno voce in capitolo o che possono fornire un contributo in termini di riflessioni, idee, proposte e soluzioni tecniche, per fare in modo che il predatore per eccellenza non sia più vissuto come un nemico ma come parte essenziale e irrinunciabile degli ecosistemi alpini e rurali. Coinvolgere e far lavorare insieme le associazioni degli allevatori e dei cacciatori, gli ambientalisti e gli esperti di etologia animale è una sfida che i facilitatori dovranno affrontare con la massima trasparenza nell'individuazione degli obiettivi, per garantire che i conflitti di interesse e le visioni apparentemente inconciliabili non finiscano per rendere impossibile il confronto. Non sarà facile creare un clima di reciproca fiducia e di reciproco ascolto, come non sarà facile costruire il consenso intorno ad obiettivi comuni e realistici. È un lavoro che presuppone un'attenta selezione degli attori e dei portatori di interesse, in base alla loro rappresentatività e alla disponibilità che esprimeranno. Così come presuppone la costruzione di una serie di piattaforme tematiche in cui ci si confronti su nodi e questioni reali, che gli attori riconoscono come rilevanti per gli interessi di cui sono portatori. Le tecniche di gestione del confronto e della cooperazione sono quelle che da molti anni vengono utilizzate nei più diversi contesti di negoziazione e mediazione tra interessi. L'abilità di coloro che dovranno gestire le attività locali previste dal progetto sarà quella di far dialogare e cooperare mondi, culture e sensibilità che, nel migliore dei casi, si ignorano e si negano reciprocamente una qualsiasi forma di legittimazione; quando non si scontrano e polemizzano senza pervenire a risultati concreti.


Novembre 2019: presentazione del progetto

Ai nastri di partenza il nuovo progetto europeo Life Wolfalps EU, finanziato nel programma LIFE - rete Natura 2000 dell'Unione europea che eroga finanziamenti per piani di salvaguardia dell'ambiente e della natura.

Nella cornice innevata di Valdieri, il Parco Alpi Marittime - capofila del progetto - ha ospitato dal 18 al 20 novembre il kick off meeting del progetto che, per i prossimi cinque anni, si occuperà tra l'altro di cooperazione e coordinamento internazionale per quanto riguarda la popolazione alpina del lupo con azioni di conservazione che riguarderanno le squadre cinofile antiveleno, la costruzione di partenariati forti con il coinvolgimento dei cacciatori nella comprensione del rapporto preda-predatore, il monitoraggio dello status della popolazione di lupo a livello alpino, azioni di ecoturismo e comunicazione.

Il partenariato è particolarmente ampio e internazionale, composto da ben 19 soggetti: il coordinamento è in capo alle Aree protette Alpi Marittime, poi per l'Italia figurano la Città metropolitana di Torino, le Aree protette Alpi Cozie, le Aree protette dell'Ossola, le Aree protette del'Appennino piemontese, la Regione Piemonte, la Regione Lombardia, la Regione Valle d'Aosta, la Regione Liguria, l'Ente regionale per i servizi all'agricoltura e alle foreste della Lombardia, EURAC Research di Bolzano, il Museo delle Scienze di Trento, il Parco nazionale Dolomiti Bellunesi, i Carabinieri Forestali, per la Francia il Parc national du Mercantour e l'Office national de la Chasse e de la faune sauvage, per l'Austria l'University of veterinary medicine di Vienna e il Federal Office Austria, per la Slovenia l'Università di Lubiana e lo Slovenia Forest Service.

Questo progetto è di fatto il proseguimento, con una ampliata e rafforzata rete di supporter internazionali, del precedente progetto LIFE WolfAlps concluso nel 2018: l'obiettivo ora è portare su scala europea e panalpina il supporto alla convivenza uomo-lupo, mirando anche ad ottenere risultati importanti nel campo della conservazione della biodiversità e senza trascurare ricadute economiche di rilievo a livello locale.

Il budget complessivo è di circa 11 milioni di euro, 440.000 dei quali costituiscono l'impegno finanziario della Città metropolitana, che parteciperà come partner a pieno titolo con numerose azioni, tra cui una dedicata specificamente alla permeabilità ambientale dell'alta val di Susa; un'azione gestita in collaborazione con Il Parco Alpi Cozie.

Nelle Alpi occidentali italiane e francesi i carnivori al culmine della catena alimentare sono presenti da oltre vent'anni, mentre nel 2012 è stato documentato nelle Alpi Centrali il primo branco, costituito da esemplari in dispersione dalle popolazioni italiana e slovena. Oggi la popolazione aumenta in densità nelle Alpi Occidentali e Dinariche ed è in espansione nelle Alpi Centrali e Orientali e nelle zone pedemontane collinari del Piemonte. La popolazione alpina del lupo ovviamente ignora i confini nazionali: ai fini della gestione della specie, è importante un coordinamento internazionale che armonizzi le iniziative e superi l'attuale frammentazione istituzionale.

Il progetto LIFE WolfAlps EU 2019-2023 è stato condiviso da tutti i partner istituzionali e finanziato dalla Commissione Europea proprio allo scopo di migliorare la convivenza uomo-lupo in tutto l'arco alpino e con un approccio condiviso.

Dalle Alpi Marittime alla Slovenia si perseguiranno obiettivi ben precisi: contrastare le predazioni sugli animali domestici grazie a squadre di intervento sul campo e a sistemi di prevenzione efficaci, favorire la sostenibilità economica della presenza del predatore promuovendo iniziative ecoturistiche, definire linee guida di gestione del predatore a livello alpino, mettere in campo le migliori pratiche per rendere compatibili la presenza del lupo e le attività economiche in montagna e pianura. La comunicazione svolgerà inoltre un ruolo strategico: i partner si sono impegnati a divulgare in modo chiaro, obiettivo, trasparente e puntuale i dati relativi alla presenza del lupo sulle Alpi, al suo impatto sugli animali domestici e sui selvatici e i risultati conseguiti nel corso del progetto.

 

(20 maggio 2020)