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Cittàmetropolitana di Torino

La relazione annuale della Consigliera di parità

Donne e mercato del lavoro: il bilancio è tutto negativo, a sfavore delle lavoratrici. In generale, sul fronte del lavoro dai dati Istat 2019 emerge in Piemonte una stagnazione, in tendenziale ribasso (-3 mila unità). In Lombardia ci sono 63 mila occupati in più; in Emilia e in Veneto 25 mila: per contro, nel terzo trimestre 2019 gli occupati in Piemonte sono diminuiti di 17 mila unità (-0,9%) rispetto all'analogo periodo del 2018. Le donne occupate sono diminuite di 9 mila unità; i maschi di 8 mila. Nello stesso periodo le donne in cerca di occupazione sono cresciute di un terzo mentre i maschi alla ricerca di lavoro sono diminuiti di un quinto.Il tasso di disoccupazione è risalito dal 7,3% al 7,8%, quello delle donne ha compiuto un balzo di 2,5 punti percentuali (dal 7,6% al 10,1%) mentre quello degli uomini è sceso dal 7,1% al 5,9%.

In questo quadro già sconfortante, e che non potrà che peggiorare nel 2020 con la crisi conseguente all'emergenza Coronavirus, non stupisce che a rivolgersi alla Consigliera di parità della Città metropolitana siano soprattutto donne: nel 2019 sono state 601 contro 75 richieste di pareri rivolte da uomini, come emerge dalla relazione annuale che Gabriella Boeri, consigliera al suo secondo mandato, ha presentato in questi giorni.

Dall'insieme di richieste, in gran parte risolte via mail o telefonicamente, 90 (79 da donne e 11 da uomini) hanno dato il via a un'istruttoria. La parte più consistente riguarda la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, con richieste di flessibilità oraria e di part-time. Persistono alcuni casi di demansionamento, vessazioni, licenziamento al rientro dal congedo per la maternità. Numerosi i casi di presunto mobbing, che vengono seguiti anche in collaborazione con gli sportelli antimobbing dei Sindacati, anche se comunque permangono molte difficoltà nel riconoscere e far riconoscere e tutelare la situazione di mobbing sul posto di lavoro. Molte volte le stesse lavoratrici dopo un paio di colloqui in cui sfogano tutta l'amarezza di ingiustizie subite, di trattamenti discriminatori o di molestie, non hanno la forza psicologica e/o economica (paura della perdita del posto di lavoro) di intraprendere un percorso di denuncia della situazione e rinunciano anche solo a una prima azione della Consigliera con la convocazione del datore di lavoro. Nel mirino sono prevalenti le grandi aziende di servizi e le imprese, ma occorre dire che là dove le aziende hanno risposto alla convocazione della Consigliera (in tutto una ventina) la conciliazione si è risolta a favore dei lavoratori (17 casi).

Il profilo dell'utente della Consigliera di parità è donna, oltre i 50 anni (59, mentre sono 27 gli utenti fra i 40 e i 50), con titolo di studio abbastanza elevato (laurea o diploma), coniugata con figli, anche se crescono i single e le famiglie monoparentali.
L'attività della Consigliera di parità non si limita tuttavia a quelle "di sportello", ma è indirizzata alla prevenzione con numerose collaborazioni, come quelle con le reti di referenti di parità delle Agenzie formative e dei Centri per l'impiego, con l'Agenzia del lavoro e con la Consigliera di parità regionale, con il servizio di politiche sociali e pari opportunità della Città metropolitana.

La Consigliera partecipa inoltre a Tavoli come quello incentrato sui maltrattanti, alle iniziative congiunte con i Centri antiviolenza, e più in generale collabora con le istituzioni preposte alla tutela dei diritti delle donne in moltissime iniziative, convegni, eventi informativi e formativi.

 

(31 marzo 2020)