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Cittàmetropolitana di Torino

Salviamoli insieme

Con l'arrivo della primavera e dell'estate sono molti gli animali selvatici in difficoltà, soprattutto cuccioli di mammiferi e piccoli di uccelli, che vengono segnalati agli agenti faunistico-ambientali della Città metropolitana e agli esperti del CANC, il Centro Animali Non Convenzionali, che ha sede a Grugliasco e fa parte della Struttura didattica speciale Veterinaria dell'Università di Torino.
Ormai da molti anni la Funzione specializzata tutela fauna e flora della Città metropolitana e il CANC collaborano per il recupero e la riabilitazione parziale o totale di mammiferi, volatili e rettili, nell'ambito del progetto "Salviamoli Insieme". Al CANC vengono curati ogni anno oltre 3000 animali selvatici rinvenuti in difficoltà e recuperati da privati cittadini, dagli agenti faunistico-ambientali della Città metropolitana o dal personale esperto del centro che ha sede a Grugliasco in largo Braccini 2.
Prima di toccare e recuperare gli animali, soprattutto i piccoli, è bene informarsi con gli esperti, perché può essere che un piccolo apparentemente abbandonato sia in realtà sorvegliato a distanza e nutrito dai genitori. Una telefonata di segnalazione e di informazione può evitare interventi impropri o stress inutili per gli animali: si possono chiamare i numeri 349-4163385 e 366-6867428.

Il biacco recuperato

Sarà reintrodotto nell’ambiente naturale appena le sue condizioni lo consentiranno il Biacco recuperato, mercoledì 2 settembre, in un'abitazione privata a Caselette dai tecnici faunistici del CANC, il Centro Animali Non Convenzionali di Grugliasco. Il rettile presentava ferite dovute probabilmente ad un tentativo di predazione da parte di un rapace o di un ratto. In questa fase in cui le temperature, soprattutto notturne, si sono notevolmente abbassate i rettili si muovono più lentamente e possono essere catturati dai predatori. I sanitari veterinari del CANC hanno suturato le ferite dell’animale e lo terranno in osservazione sino a quando non sarà possibile e opportuna la liberazione in natura.
Il Biacco è un serpente appartenente alla famiglia dei Colubridi, innocuo per l’uomo, in quanto non possiede ghiandole velenifere come le vipere, dalle quali si distingue per la forma della testa e per i movimenti decisamente più rapidi (ad eccezione dei periodi in cui le temperature sono basse). La sua presenza è frequente nelle campagne e nei giardini, sia in terreni rocciosi, secchi e soleggiati, sia in luoghi più umidi come le praterie e le rive dei fiumi. È detto anche Milordo o Colubro verde e giallo. La sua colorazione è dominata nelle parti superiori dal nero, mentre il ventre è di colore chiaro. Il capo e il dorso hanno screziature di color giallo, le quali formano un reticolo irregolare che, a partire dal basso ventre e fino all'estremità caudale, assume l'aspetto di un fascio di linee longitudinali giallo-verdastre (circa venti). In media gli adulti raggiungono i 120–130 centimetri di lunghezza. È un serpente molto agile e veloce, ottimo arrampicatore e buon nuotatore. Si nutre di piccoli sauri e altri serpenti, dalle bisce d'acqua alle vipere, ma anche di uova di uccelli, di nidiacei e anche di adulti di specie piccole, di topi e ratti e anfibi anuri, urodeli e apodi. Occasionalmente nuota agilmente in immersione, alla ricerca di piccoli pesci.

L'assiolo liberato

Si era intrufolato nel camino di una casa di Jouvenceaux di Sauze d'Oulx ed è stato salvato grazie alla sensibilità del proprietario dell'abitazione, che lo ha sentito muoversi per cercare di liberarsi: è un assiolo, un piccolo rapace che si era incastrato tra l'intercapedine e la canna fumaria del camino ed è stato liberato grazie alla demolizione parziale del muro che lo imprigionava.
L'assiolo è stato poi recuperato dagli agenti faunistico-ambientali della Funzione specializzata Tutela Fauna e Flora della Città metropolitana, contattati dai guardiaparco del Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand, che fa parte dell'Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie.
Il controllo effettuato da un veterinario dell'Asl TO 3, ha consentito di appurare che il volatile era in buone condizioni di salute. Nella serata dell'11 maggio l'assiolo è stato liberato dagli agenti faunistico-ambientali della Città metropolitana, che hanno operato in collaborazione con i guardiaparco dell'Ente gestione delle Aree protette delle Alpi Cozie.
L'assiolo è uno dei più piccoli rapaci notturni europei, che raggiunge appena le dimensioni di un merlo e presenta ciuffetti auricolari che, quando sono abbassati, lo fanno confondere con la civetta. Predilige le foreste di pini e i boschi aperti nei pressi delle abitazioni umane, nutrendosi di cavallette, insetti e rane. Per intenderci, il piccolo Leotordo, il gufetto di Ron Weasley che si può vedere nei film della saga di Harry Potter, è in realtà un assiolo.

(11 maggio 2020)

Il recupero del gufo reale

Trascorrerà il resto della sua esistenza nell'Oasi degli Animali di San Sebastiano da Po, struttura convenzionata con la Città metropolitana, il Gufo Reale recuperato nel mese di marzo dai Carabinieri Forestali a valle del ponte sul rio Rocciamelone a Bussoleno e curato dai veterinari del CANC, il Centro Animali Non Convenzionali della Facoltà di Medicina Veterinaria a Grugliasco.

Terminate le terapie somministrate al CANC, il volatile è stato trasportato stamani all'Oasi degli Animali dagli agenti faunistico-ambientali della Funzione Specializzata Tutela Fauna e Flora della Città metropolitana.

Quando era stato recuperato nell'acqua del rio Rocciamelone, il Gufo aveva una paresi degli arti posteriori e versava in un grave stato di disidratazione. Dopo la stabilizzazione, l'animale era stato sottoposto dai veterinari del CANC ad un esame radiografico, che non aveva evidenziato segni di lesioni ossee. Dopo lungo periodo di terapia, il Gufo si è ripreso. Le sue funzioni organiche sono buone, ma ha una ridotta potenza alare e fatica a mantenersi eretto. Purtroppo i medici non lo ritengono più in grado di volare e di quindi di procacciarsi il cibo e ne hanno quindi consigliato il ricovero in una struttura adattaa consentirgli di sopravvivere senza doversi procurare il nutrimento.

Quello del Gufo recuperato a Bussoleno è uno dei numerosi casi di recupero e riabilitazione parziale o totale di animali in difficoltà realizzati nell'ambito del progetto "Salviamoli Insieme", scaturito dalla collaborazione tra la Funzione specializzata Tutela della Fauna della Città metropolitana e la Struttura didattica speciale Veterinaria dell'Università degli Studi di Torino. La collaborazione rende possibile il soccorso sanitario e la cura degli animali selvatici ritrovati in condizione patologica o feriti e i successivi interventi riabilitativi.

Maggiori info
Salviamoli insieme

Grugliasco, 5 febbraio 2020: Salviamoli insieme... on the road

La Città Metropolitana di Torino e la Struttura didattica speciale Veterinaria dell'Università degli Studi di Torino hanno avviato la sperimentazione di un servizio di recupero in campo della fauna selvatica classificata come pericolosa,degli ungulati, dei carnivori, dei rapaci diurni e notturni e degli ofidi(serpenti) feriti a seguito di incidenti stradali.

Nel corso di un convegno il 5 febbraio al Dipartimento di Scienze Veterinarie, a Grugliasco, il progetto è stato illustrato a tutti gli Enti e soggetti pubblici e privati interessati alla tematica: Comuni, Ambiti Territoriali e Comprensori Alpini di Caccia, Regione Piemonte, servizi veterinari delle Asl, Carabinieri forestali e polizie municipali.

I sanitari del CANC-Centro Animali Non Convenzionali di Grugliasco esperti in materia curano ogni anno oltre 3000 animali selvatici rinvenuti in difficoltà e recuperati da privati cittadini o dagli agenti faunistico-ambientali della Città Metropolitana di Torino, che da una ventina di anni collabora con il centro universitario nell'ambito del progetto"Salviamoli Insieme".

Il nuovo servizio sarà attivabile 24 ore su 24 tutti i giorni, con una chiamata alla linea telefonica 349-4163385. Il Dipartimento Universitario di Scienze Veterinarie curerà il servizio per conto della Città Metropolitana, che sconta una notevole diminuzione del personale in servizio, non sostituito dalla Regione Piemonte responsabile del servizio.

"Abbiamo fatto una scelta tecnica e politica e importante, nella convinzione di dover garantire sul territorio un servizio importante e apprezzato dai cittadini. - sottolinea Barbara Azzarà, consigliera metropolitana delegata all'ambiente e alla tutela della fauna e della flora - Continuiamo a chiedere alla Regione di poter assumere con adeguate risorse nuovi agenti faunistico-ambientali per garantire il turnover e per continuare ad esercitare per conto della Regione stessa una funzione specializzata importante. Occorre comunque costituire un tavolo permanente con tutti i soggetti che la legislazione regionale identifica come coinvolti nella gestione della fauna selvatica. Tra un anno verificheremo con tutti quei soggetti i risultati della convenzione con il CANC e le prospettive per la prosecuzione del servizio e per il suo finanziamento".

"Il cittadino potrà chiamare il 349-4163385, che lo metterà in contatto con un operatore specializzato. - spiega il professor Giuseppe Quaranta del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell'Università di Torino – Parlando con l'operatore occorre cercare di identificare correttamente il luogo in cui è presente l'animale ferito o in difficoltà. L'operatore può nell'immediato dare consigli su come comportarsi in attesa dell'intervento dei sanitari veterinari". "I tecnici che rispondono ai cittadini sono in possesso di una laurea che li abilita a soccorrere e gestire nel modo più correttola fauna selvatica,tutelando l'incolumità propria e degli animali. - spiega a sua volta la dottoressa Mitzy Mauthe Von Degerfeld,ricercatrice del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell'Università di Torino–L'esperienza accumulata in anni di servizio presso il nostro Dipartimento consente ai tecnici di valutare se, nei casi meno gravi, il cittadino può portare direttamente al CANC gli animali rinvenuti o se, invece, occorre un intervento diretto da parte di personale in grado di manipolare in maniera corretta animali che non sono abituati al contatto con l'uomo e possono subire danni gravi a seguito di un intervento errato".


Grugliasco, 5 febbraio 2020: Salviamoli insieme... on the road

 

(03 settembre 2020)