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Cittàmetropolitana di Torino

Emergenza cinghiali

Novità positive per gli agricoltori sono scaturite dal vertice tra il Prefetto di Torino, la Regione Piemonte e la Città metropolitana di Torino di mercoledì 5 maggio. La Regione ha annunciato che inserirà ufficialmente i volontari tra i soggetti che possono essere coinvolti nei piani di controllo della fauna selvatica, volti a prevenire i danni inferti alle colture agricole, in particolare dai cinghiali. Le guardie volontarie e i cacciatori selecontrollori appositamente formati potranno affiancare le guardie venatorie delle Province e della Città metropolitana di Torino, i proprietari o conduttori dei fondi muniti di licenza di caccia, le guardie forestali o quelle comunali autorizzate all'esercizio venatorio. L'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ha autorizzato l'abbattimento di almeno 11 mila esemplari in Piemonte fino al prossimo marzo. In attesa dell'avvio dell'attività venatoria programmata da settembre a gennaio, le azioni di contenimento e di selezione affronteranno una situazione che è paragonabile a tutti gli effetti ad una calamità naturale. L'entità dei danni da fauna selvatica alle colture solo per il 2019 è stato di 2 milioni e 700 mila euro. L'assessorato regionale all'Agricoltura a breve liquiderà la prima parte di fondi, un milione e 245 mila euro, agli Ambiti territoriali di caccia e ai comprensori alpini. I danni della scorsa stagione sono invece ancora in fase di valutazione.

Il tavolo tecnico annunciato dal Prefetto di Torino, Claudio Palomba, affronterà prossimamente gli aspetti organizzativi delle operazioni di contenimento, così come auspicato da Marco Marocco, vicesindaco metropolitano, e dalla consigliera delegata all'ambiente e alla tutela della fauna e della flora, Barbara Azzarà.

Per approfondire l'argomento e conoscere meglio il fenomeno degli ugulati sul nostro territorio, sono disponibili alcune informazioni utili al cittadino su un opuscolo informativo (pdf 7.6 MB).


Aprile 2021: vertice in Prefettura a Torino

La convocazione di un tavolo tecnico per affrontare l'emergenza cinghiali convocato dalla Prefettura di Torino: è questo il primo risultato del vertice che si è tenuto lunedì 26 aprile in Prefettura a Torino, su richiesta della Federazione provinciale della Coldiretti. Oltre al Prefetto Claudio Palomba e al presidente di Coldiretti Torino Fabrizio Galliati, al vertice hanno partecipato il vicepresidente della Regione Piemonte Fabio Carosso, l'assessore regionale all'agricoltura Marco Protopapa, il vicesindaco metropolitano Marco Marocco e la consigliera metropolitana Barbara Azzarà, delegata all'ambiente, alle aree protette e alla tutela della fauna e della flora.

Il presidente Galliati ha ribadito che per l'agricoltura i cinghiali negli anni sono da tempo una vera e propria emergenza: la pressione dei selvatici sulle coltivazioni si è fatta insostenibile. A giudizio della Coldiretti, occorrono soluzioni emergenziali perché, ha sottolineato Galliati, "gli agricoltori devono poter portare a casa i raccolti e non sono interessati a coltivare i rimborsi, peraltro fermi agli anni indietro". Oltre ai problemi legati ai danni alle colture, i cinghiali rappresentano un pericolo anche sanitario, in quanto possono veicolare la peste suina africana, che rappresenta un grave pericolo per gli allevamenti.

"Ci siamo rivolti ai prefetti di tutto il Piemonte per sollecitare interventi per un problema ormai incontrollabile - spiega il direttore di Confagricoltura Piemonte Ercole Zuccaro - in un anno in tutta la regione sono state raccolte oltre 5.000 segnalazioni di danni, e molti agricoltori, vista la situazione paradossale dei risarcimenti legati al regime 'de minimis', non denunciano nemmeno pi√Ļ. Inoltre, i cinghiali sono stati causa di 1.100 incidenti stradali di varia gravit√† e possono trasmettere la peste suina africana. Serve dunque un piano eccezionale per il contenimento di questi animali. Il prefetto di Torino Claudio Palomba √® stato il primo ad accogliere la richiesta delle organizzazioni agricole, riunioni sono state convocate anche dai prefetti di Verbania e Vercelli, ringraziamo i prefetti della sensibilit√† dimostrata".


(07 maggio 2021)