Biblioteca Storica

Incunaboli in digitale

Versione italiana       English version       Version française       Versión en español


La Biblioteca storica "Giuseppe Grosso" custodisce fra i suoi tesori 11 incunaboli, che sono consultabili e scaricabili integralmente su:


Di seguito l'elenco delle 11 opere con i link alle copie digitali.


  • Decreta sabaudiae ducalia tam vetera quam nova
    Decreta sabaudiae ducalia tam vetera quam nova

    *[Decreta Sabaudiae ducalia]: Turin, 1477
    (R Inc 6)

    Si tratta della raccolta di statuti stampati nel 1477 da Pietro Cara, uno dei primi rappresentanti dell'Umanesimo in Piemonte, nato a San Germano Vercellese nel 1440 circa. Tutto rubricato in rosso, l'incunabolo ha le iniziali elegantemente disegnate e acquarellate a mano. Secondo l'esperta Ada Peyrot si tratta dell'"editio princeps" stampata nell'officina torinese di Giovanni Fabri (Jean Fabre), borgognone di nascita, che introdusse l'arte della stampa a Torino e in altri centri minori del Piemonte. Abbellita con rifinitura a mano dei capilettera, è la prima edizione a stampa, con splendidi caratteri tondi, del primo corpus di statuti di uno stato nazionale. Dal punto di vista giuridico esso contiene le norme del buon governo o meglio le regole promulgate da Amedeo VIII nel 1430 con le aggiunte del Duca Filiberto e della madre reggente duchessa Jolanda di Savoia.

  • Summa confessionum
    Summa confessionum

    *Incipiunt rubrice super tractatum de instructione seu directione simplicium confessorum ... - [144] c. ; 4°. (Probabilmente stampato a Colonia dallo stampatore dell'Histora S. Albani, Johann G. - [144] c. ; 4°)
    (R Inc 10)

    Si tratta del primo libro con data impresso in Piemonte, a Mondovì, da Antonio di Mattia (Antonio Mathias di Anversa) e Baldassarre Cordero, il 24 ottobre 1472. Si tratta di una delle opere più importanti di Sant'Antonino, santo di origine fiorentina (1389-1459), considerato una delle più importanti personalità della Chiesa del periodo rinascimentale per il sostegno dato all'opera del Beato Angelico e per aver fondato, primo in Europa, una biblioteca pubblica. Il libro, con spazi per le lettere guida interamente rubricati in rosso e blu, contiene il testo del "Confessionale" senza altre aggiunte o commenti.

  • Manipulus Curatorum
    Manipulus Curatorum

    *Manipulus curatorum - [Basileae : per Martinum flach, 1472-1479]. - [112] carte ; 2°
    (R. Inc 8)

    Del teologo Guido de Monte Rocher, è il primo libro stampato in Piemonte, a Savigliano, da Cristoforo Beggiamo e Johan Glim.
    I bibliofili sono d'accordo nel datarlo intorno al 1470.
    Ha le iniziali dipinte in rosso e blu, e chiose manoscritte coeve ai margini.
    Si tratta di una tappa fondamentale nella storia della civiltà piemontese. È un vademecum ecclesiastico, sulla messa e i sacramenti.

  • Lectura super Clementinis
    Lectura super Clementinis

    [*N]ouum nihil esse una e[st] omnium fere sententia quo ut in eternis uera est R. Inc 9

    Si tratta della quinta edizione del commento ai Decretales di papa Clemente V ad opera del cardinale Franciscus de Zabarellis (1360-1417). Papa Clemente V (nato Bertrand de Got, 1264-1314) passò alla storia per aver soppresso l'ordine dei Templari e aver spostato la Santa Sede ad Avignone. Il volume, stampato a Torino il 23 agosto 1492 da Nicolaus de Benendictis e Jacobinus Suigus, è costituito da un in-folio di grandi dimensioni in una legatura d'epoca con assicelle di legno. All'interno del piatto anteriore si trova un rinforzo con un frammento manoscritto in minuscola Carolina del IX secolo (scrittura amanuense dell'epoca carolingia). Lo stampatore, di San Germano Vercellese, introdusse l'arte della stampa nel suo paese natale nel 1484, a Vercelli nel 1485 e a Chivasso nel 1486. Si trasferì quindi a Torino costituendo una società con Nicolò Benedetti, attiva dal 1489 al 1498.

  • Satyrae
    Satyrae

    *Domitii Calderini veronensis secretarii apostolici in commentarios iuuenalis ad clarissimum uirum Iulianum Medicem Petri Cosmi filium Florentinum
    (R. Inc. 7)

    Il volume contiene le sedici satire di Giovenale commentate da due fra i più celebri umanisti, Domizio Calderino e Giorgio Valla, con note del grammatico Valerius Probus, scoperte dallo stesso Valla che le incorporò nel proprio commento. Si tratta del primo libro con caratteri greci impresso a Torino, da Nicolaus de Benedictis e Jacobinus Suigus, l'8 ottobre 1494. Nel quattrocento ben pochi tipografi, al di fuori di Venezia, possedevano set di caratteri greci. Il libro ha una bella legatura coeva con i piatti originali in assicelle di legno. Anche dal punto di vista del contenuto è una rarità fra gli incunaboli, che in genere trattano di materie religiose o giuridiche.

  • Arbor vitae crucifixae Jesu
    Arbor vitae crucifixae Jesu

    *Incipit prologus in librum qui intitulatur Arbor vite crucifixe Iesu et dicitur opus Vbertini de Casali qui fuit frater professus ordini Minorum beati Francisci
    (R. Inc 3)

    Voluminoso trattato di Ubertino da Casale che espone la vita e la passione di Cristo. L'idea-madre dell'opera è da ricercarsi nel Lignum vitae di San Bonaventura, da cui è ricavata la stessa immagine dell'albero della storia, le cui radici affondano nelle origini del mondo e arrivano fino all'incarnazione di Cristo. I suoi rami sono le opere di Cristo stesso, i fiori e i frutti sono le gesta degli eletti. L' Arbor vitae costituisce l'opera fondamentale di Ubertino (1259-1330 ca.), predicatore e teologo dell'ordine francescano, figura complessa, più volte scomunicato, e che morì assassinato almeno secondo la versione dei Fraticelli, eredi degli Spirituali. Nel suo trattato Ubertino presenta una visione apocalittica della storia della Chiesa, ispirata alle visioni di Gioacchino da Fiore, nell'attesa di un'era di pace sotto la guida di un "papa angelico" che le avrebbe restituito l'autorevolezza persa per la cattiva condotta dei suoi recenti pastori. Per curiosità, ricordiamo che Ubertino è uno dei personaggi principali del Nome della Rosa di Umberto Eco, dove è presentato come amico del protagonista imaginario Guglielmo di Baskerville.

    Il prezioso incunabolo, stampato a Venezia da Andrea de Bonettis de Papia nel 1485, ha note a margine, stupendi capilettera istoriati e un bellissimo colophon.

  • Summa angelica

    *Incipit Summa angelica / [Angelum de clauasio]
    (R Inc 1)

    Unico libro stampato a Chivasso nel XV secolo dal Suigus, è un trattato di teologia morale, opera del frate francescano Angelo Carletti, beato patrono di Chivasso (1411-1495). Il volume tratta delle varie questioni di coscienza e si configura come una guida per i confessori, ebbe gran fortuna e diffusione e come simbolo dell'ortodossia cattolica fu bruciato da Lutero sulla pubblica piazza di Wittenberg il 10 dicembre 1520, insieme alla bolla di scomunica, al codice di diritto canonico e alla Summa Teologica di San Tommaso.
    L'incunabolo è datato 1486, ha diffuse note a margine e i capilettera in bicromia rossa e blu.

  • Decreta sabaudiae ducalia tam vetera quam nova

    *[Decreta Sabaudiae ducalia]: Turin, 1487
    (R. Inc. 4)

  • Quadragesimale doctoris illuminati Francisci De Mayronis

    *Incipiunt sermonis aurei doctoris illuminati Francisci de Mayronis ordinis minorum ab adventu cuiusque quadragesimali usque ad quartam feriam post pascha
    (R. Inc. 5)

  • Sermones quadragesimales

    *Sermones quadragesimales fratris Antonij de vercellis de 12. mirabilibus Christiane fidei excellentiis
    (R. Inc. 2)

  • Sermones Quadragesimales

    *Sermones Quadragesimales fratris Antonii de vercellis de XII mirabilibus christiane fidei excellentis
    (R. Inc. 11)


Ultimo aggiornamento: 04 aprile 2022