Visita Palazzo Cisterna

Isola dell'Assunta

Isola assunta

La storia dello sviluppo della città di Torino corre parallela con quella del consolidarsi della dinastia sabauda che vedeva nella città, da poco resa capitale, il modo per illustrare alle monarchie europee la propria grandezza.
Il Theatrum Sabaudiae è una raccolta di splendide immagini di dimore, santuari, e luoghi di delizie, ed è soprattutto il prodotto di uno sforzo organizzativo colossale, dove sono state raccolte, alla fine del 1600, le vedute di tutte le città del ducato. Il costruito era dunque il modo per propagandare presso le corti europee un'immagine di civiltà e di potenza.
La costruzione di Palazzo Cisterna situato nell'antica Isola dell'Assunta (che comprendeva la contrada San Filippo, contrada Madonna degli Angeli, contrada degli Ambasciatori e contrada dell'Ospedale; oggi rispettivamente via Maria Vittoria, via Carlo Alberto, via Bogino e via Giolitti), ha inizio nel periodo di maggior fervore edilizio che accompagna l'ampliamento orientale di Torino.
Il secondo ampliamento della città (1600) creò un nuovo centro per la vita mondana. I lavori furono diretti dall'architetto di corte Carlo di Castellamonte, autore tra l'altro dei disegni della nuova piazza reale (l'attuale piazza San Carlo, esclusa la facciata), di alcuni interventi a Palazzo Madama, al castello del Valentino e al castello di Rivoli.
Cristina di Francia divenuta duchessa regnante dopo la morte del marito Vittorio Amedeo I, voleva dare un impulso europeo alla capitale. Per attuare questi obiettivi era importante attirare i potenti feudatari ed i nobili delle città provinciali e legarli alla corte con cariche e servizi.
Nella Torino del seicento la richiesta di abitazioni doveva essere alta, tant'è che si dovettero abbattere le mura per dar spazio alle nuove costruzioni, inventando quel sistema che combinava il palazzo patrizio con la casa d'alloggio, unendo le due funzioni in un solo stabile che, secondo i piani, era abitato da ceti diversi: da qui l'abitudine di chiamare il primo piano "nobile".
Creare una città nuova e controllare i propri sudditi non era facile ma la duchessa seppe risolverlo in parte vendendo ed in parte donando, quei terreni alle famiglie eminenti o ai fornitori di corte, chiedendo per contropartita una rapida e decorosa edificazione, secondo i modelli prescritti.
Queste "donazioni" si collocano tra il 1637 ed il 1648 e i lavori si incrementarono nel 1673 dopo varie vicende belliche con Carlo Emanuele II, che in quegli anni muore; la vedova, Giovanna Battista di Savoia-Nemours reggente fino al 1684 per la minorità del figlio, proseguì con successo la stessa politica. In questo contesto politico economico, i terreni ceduti formano degli appezzamenti regolari e quadrati chiamati isole, predisposte da un'intersezione di strade parallele e perpendicolari tra loro.
Nel luglio 1675, la duchessa cedette al conte Flaminio Ripa di Giaglione un lotto di tavole posto lungo la via che iniziava dalla Cittadella e proseguiva sulla Piazza San Carlo fino all'attuale piazza Carlina (oggi via Santa Teresa che prosegue diventando via Maria Vittoria), un asse urbanistico che secondo quanto stabilito dalla stessa duchessa con un editto del 1672, doveva divenire "più riguardevole che sia possibile". La concessione del lotto era condizionata alla costruzione di un palazzo prospettante l'attuale Via Maria Vittoria che non avesse meno di tre piani.


Curiosità:

L'Isola dell'Assunta è composta oltre che dal Palazzo dal Pozzo della Cisterna, da altri palazzi, che fanno parte della storia nobiliare di Torino:
Palazzo Ferrero della Marmora (Via Maria Vittoria, 16)
Palazzo Sommariva (Via Bogino, 12)
Palazzo del Carretto di Gorzegno, già Caissotti di Chiusano (Via Bogino, 16)
Palazzo Barbaroux, già Vaudagna (Via Bogino, 18)
Palazzo dei principi della Cisterna, già Ponte Spatis (Via Giolitti, 7-9-11)