Rifiuti

Ciclo integrato rifiuti

L'Ufficio Ciclo Integrato Rifiuti in primo luogo predispone ed aggiorna i documenti di programmazione di area vasta nell'ambito della gestione dei rifiuti, in accordo con la legislazione vigente a livello europeo, nazionale e regionale e con il concorso dei Comuni.

L'attuazione della programmazione avviene tramite politiche e progetti (supporto tecnico e finanziario, comunicazione, ecc.) anche in collaborazione con i Consorzi di Bacino per i servizi di raccolta e avvio a recupero, nonché con l'Associazione d'Ambito Territoriale Ottimale (ATO-R) nell'attività di localizzazione degli impianti tecnologici di recupero e smaltimento e nel coordinamento delle funzioni di realizzazione e gestione degli stessi:


21/05/2020 - Una pausa pranzo “usa e getta”: la quantità di rifiuti è disarmante.

La Fase 2 e il ritorno graduale all’attività negli uffici sono legate a doppio filo con l’esigenza quotidiana di poter gestire un momento “topico” della giornata tipo di un impiegato: la pausa pranzo. Come si coniugano questa esigenza con la necessità di ridurre il più possibile i rifiuti prodotti giornalmente da ciascuno di noi? Agata Fortunato, funzionario della Città metropolitana di Torino, riflette sul tema con alcune amare considerazioni: “ Un solo giorno, un solo pasto, per una sola persona; la quantità di rifiuti prodotti è disarmante. Lo è per me che normalmente non utilizzo servizi di asporto/delivery, lo è per me che penso alla montagna di rifiuti prodotti normalmente per questo segmento di consumo, prospero non solo per la necessità contingente”. E le alternative No-waste, prosegue Fortunato sono praticamente inesistenti : “L’alternativa riutilizzabile in Italia è pressoché fantascienza, non utilizzata, non richiesta, non promossa, salvo poi inveire per i troppi rifiuti prodotti, per le difficoltà derivanti dalla loro gestione (per carenza di impianti, per i costi sempre crescenti, per gli impatti degli impianti esistenti)”. E per il futuro? Conclude Fortunato “ … il virus ci ha sorpreso incapaci di affrontare razionalmente l’emergenza e la spinta verso un modello di consumo tutt’altro che circolare è più forte che mai e chi dovrebbe indicarci una via d’uscita, ci spiega invece che tutto sommato basta che le stoviglie monouso siano compostabili.” Forse è davvero ora che ciascuno di noi faccia una profonda riflessione e agisca di conseguenza.

Fonte: Eco dalle Città

Nota: il racconto è stato scritto nella settimana precedente il 18 maggio, data in cui sono entrate in vigore le nuove norme del DPCM che regola la riapertura di bar e ristoranti anche al pubblico


21/05/2020 - Il cambiamento climatico spaventa quanto il Covid-19: secondo gli italiani bisogna agire subito per contrastarlo.

Il 22 aprile in occasione della “Giornata della terra” (ndR: vedi la nostra News) l’ istituto IPSOS ha pubblicato il suo consueto sondaggio sulla percezione dei cittadini mondiali rispetto all’emergenza climatica. Quest’anno il sondaggio ha aperto con la domanda: “credete che nel lungo periodo il cambiamento climatico sia una crisi seria quanto quella del COVID-19?”. Per 7 intervistati su 10 la risposta è stata un sì. L’indagine, condotta in 14 Paesi:” ...mostra un ampio sostegno alle azioni dei governi per dare priorità al cambiamento climatico nella ripresa economica dopo il COVID-19, con il 65% degli intervistati a livello globale che concorda sull’importanza di questo aspetto. ” Inoltre, è interessante notare che il 50% degli italiani non è disposto ad accettare misure che mettano a rischio l’ambiente, sebbene possano servire a rilanciare l’economia. Uno spunto interessante per ricordare a tutti i nostri lettori come anche la corretta gestione dei rifiuti incida significativamente sullo stato di salute del clima: ad esempio vi ricordiamo che se lo spreco alimentare fosse una Nazione, occuperebbe il terzo posto per emissione di gas climalteranti, dopo gli USA e la Cina.

Fonte: Pressenza


14/05/2020 - Piccoli rifiuti elettronici: come gestire al meglio quelli trovati in casa durante la quarantena? Dal Consorzio Ecolight il vademecum.

Costretti in casa dal lockdown, molti di noi si sono dedicati anche al riordino domestico ritrovando, abbandonati in fondo ai cassetti, piccoli elettrodomestici non più utilizzati. Frullatori, telecomandi, joystick, caricabatterie, ma anche lampadine, cavi elettrici e via di seguito. Tutti questi piccoli rifiuti, che fanno parte della grande famiglia dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), vanno smaltiti nel modo più corretto, non solo per una maggiore tutela dell’ambiente ma anche perché, se opportunamente trattati, sono riciclabili fino a oltre il 95% del loro peso. Purtroppo, secondo il direttore generale di Ecolight, (Consorzio nazionale senza fini di lucro che raccoglie oltre 1.700 aziende operanti nel settore) soltanto uno su cinque viene raccolto e gestito correttamente. Ecco quindi che lo stesso Consorzio ha redatto un utile Vademecum che potrà agevolare ognuno di noi nella gestione di questi rifiuti. Buona lettura!
Fonte: Help Consumatori


14/05/2020 - Mascherine protettive: come ridurre l’impatto ambientale e la spesa delle famiglie? Dalla stampa alcuni suggerimenti utili.

L’uso obbligatorio delle mascherine, fondamentale per affrontare correttamente la Fase 2, rischia di determinare, come abbiamo già evidenziato in più di un’occasione, una grave emergenza ambientale. Infatti, secondo stime del Politecnico di Torino, il fabbisogno mensile di mascherine in Italia potrebbe essere di un miliardo al mese, in gran parte monouso. Ovviamente la prima regola da seguire è quella di smaltire correttamente questi rifiuti, evitando di abbandonarli nell’ambiente: secondo il WWF se soltanto l’1% delle mascherine finisse in natura avremmo circa 10 milioni di pezzi dispersi ogni mese. (1) Oltre a questo però da più parti si richiama l’attenzione sulla necessità di pensare a una diversa gestione di un rifiuto che rischia di sommergerci. I dispositivi più utilizzati infatti provengono per lo più dall’estero e sono realizzati da più strati di polimeri diversi e da più materiali: questo li rende praticamente impossibili da riciclare, destinandoli allo smaltimento nei termovalorizzatori. (2) In attesa che l’industria realizzi e metta in commercio mascherine tutte o in parte riciclabili, è possibile adottare degli accorgimenti che, salvaguardando la salute, consentano di proteggere l’ambiente e, perché no, anche un certo risparmio economico. Stiamo parlando delle mascherine lavabili, che dovrebbero ormai essere disponibili nella maggior parte delle farmacie. I diversi modelli proposti, che garantiscono una buona protezione per un numero di lavaggi variabile (tra 10 e 50 a seconda delle marche), sono in vendita tra i 5 e i 15 euro. Per contro, secondo una stima de Il Sole 24 Ore, la spesa che le famiglie dovrebbero sopportare per l’acquisto di prodotti monouso potrebbe arrivare fino a circa 200 euro al mese per un nucleo di 4 persone (3), anche perché, come evidenzia la rivista Altroconsumo, le mascherine chirurgiche a prezzo “calmierato” per il momento sono reperibili solo in una farmacia su quattro (4). A conti fatti quindi la scelta delle mascherine lavabili potrebbe essere un’alternativa interessante, non solo per il bene del Pianeta.
L’ultima possibilità, prevista anche dal nuovo DPCM 26/4/2020, è quella di usare le cosiddette mascherine di comunità cioè “mascherine lavabili anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”.(5) Il loro uso è stato approvato anche dalla comunità scientifica: secondo Trisha Greenhalgh dell’Università di Oxford e Jeremy Howard dell’Università di San Francisco se indossate da un soggetto infetto, sono in grado di ridurre di 36 volte la quantità di virus trasmessa.(6)

Nella breve Rassegna stampa alcuni articoli sul tema, compreso un approfondimento sulle mascherine fai da te. (7)

Buona lettura!

Note


07/05/2020 - Rifiuti e raccolta differenziata nel territorio metropolitano di Torino. Come cambia con il Covid-19?

In una breve intervista Agata Fortunato, funzionario della Città Metropolitana di Torino, fa il punto sull’andamento della produzione dei rifiuti nel territorio in questo periodo di emergenza sanitaria. Per prima cosa, evidenzia Fortunato, è interessante notare come i rifiuti nel mese di marzo siano diminuiti in maniera consistente, arrivando ad un dato complessivo del -11,5% rispetto al marzo 2019, numeri che non erano stati registrati neppure a seguito della crisi del 2008-2009. Sul fronte raccolte differenziate i segnali sono per il momento confortanti: infatti il calo è stato dello 0,6% rispetto allo scorso anno, ma dati più aderenti alla realtà si avranno con il raffronto tra marzo 2020 ed i mesi successivi. Quello che preoccupa Fortunato è la “probabile crescita del consumo di materiali usa e getta, non solo guanti e mascherine, ma anche e soprattutto imballaggi a seguito dell’aumento delle vendite on-line e del delivery. “ Inoltre, conclude, “Mi preoccupa non solo la crescita di questi rifiuti, la scarsa attenzione di alcuni cittadini nel conferimento – ormai quotidianamente leggiamo di guanti e mascherine abbandonati – ma anche la scarsa attenzione, anche a livello centrale, alla prevenzione.” Tematica questa già affrontata in più di un’occasione dalla nostra Redazione. Vi ricordiamo che guanti, mascherine, fazzoletti e salviette monouso, sono allo stato attuale rifiuto non recuperabile e una volta dismessi devono essere conferiti nella raccolta indifferenziata, tenuto comunque conto delle indicazioni dell'Istituto Superiore di Sanità sia nel caso di soggetti positivi al tampone o in quarantena obbligatoria che per tutti gli altri soggetti. Seguiamo tutti queste semplici norme, è importante! Grazie.

Fonte: Eco dalle Città


07/05/2020 - L’Osservatorio rifiuti della Città metropolitana di Torino riprende la sua attività: on line i dati del 2019 e del primo trimestre 2020.

L'Osservatorio Rifiuti della Città metropolitana di Torino gestisce, fin dal 1996, una nutrita banca dati sui rifiuti urbani. I dati, raccolti mensilmente e elaborati in tabelle e grafici, sono uno strumento fondamentale per il monitoraggio ed il supporto  nell'attuazione della programmazione territoriale in materia di rifiuti.  Dopo un periodo di stop forzato, legato a modifiche dell’organizzazione interna dell’Ente, il lavoro dell’Osservatorio riprende a pieno ritmo. Da oggi, 7 maggio 2020, sono disponibili sulla pagina dedicata sia i dati dell'anno 2019 sia quelli relativi al primo trimestre 2020, suddivisi per singoli Comuni e per Consorzi di bacino per la gestione dei rifiuti. Per conoscere appieno le funzionalità del Servizio è possibile effettuare un breve tour guidato. Buona lettura!


04/05/2020 - Rifiuti assimilabili prodotti dalle aziende: autorizzato lo smaltimento presso i Centri pubblici per il conferimento.

I centri di conferimento dislocati sul territorio piemontese attualmente sono a disposizione, oltre che per lo smaltimento di sfalci e potature dei privati cittadini, anche per accogliere i rifiuti assimilabili (ad esempio gli imballaggi in carta, legno e plastica) provenienti dalle aziende. La precisazione è contenuta in una nota dello scorso 30/4/2020 a firma dell’Assessore all’Ambiente della Regione Piemonte, Matteo Marnati. I conferimenti sono possibili alle seguenti condizioni:

  • il Centro deve aver stipulato apposite convenzioni con ditte private per il conferimento di rifiuti assimilabili (es. imballaggi in carta, plastica, legno) e di sfalci e potature
  • l’attività dell’azienda deve rientrare tra quelle consentite dai provvedimenti nazionali e/o regionali in vigore
  • devono essere scrupolosamente rispettate tutte le disposizioni sanitarie, già definite in precedenza (vedi nota della Regione Piemonte del 22/04/2020), per l’accesso ai Centri.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il testo integrale della nota della Regione Piemonte. Inoltre vi invitiamo a consultare i canali informativi del Consorzio di gestione dei rifiuti del vostro Comune. La redazione vi terrà aggiornati su eventuali modifiche, grazie!


04/05/2020 - Coronavirus, cibo e ambiente: un’occasione per ridurre l’impatto sul Pianeta?

La quarantena da pandemia Coronavirus ha cambiato molte abitudini della nostra vita quotidiana e tra queste, in primo luogo, anche quelle che hanno a che fare con la nostra alimentazione e con la spesa. Molti hanno scritto a proposito di questi mutamenti, evidenziando tra gli aspetti più interessanti quelli più strettamente legati alle emergenze ambientali che caratterizzano il nostro tempo. La catena di produzione, trasformazione, distribuzione e consumo del cibo su scala globale può infatti essere annoverata tra i processi corresponsabili di molti tra i fenomeni più impattanti sull’ambiente: deforestazione, perdita di biodiversità, consumo abnorme di suolo e di acqua, emissione di gas serra, spreco di enormi quantità di cibo ancora commestibile ….  La pandemia potrebbe dunque essere un’importante occasione per riflettere su come provare a ridurre il nostro impatto sul Pianeta. Nella breve rassegna stampa abbiamo raccolto alcuni scritti: buona lettura!


24/4/2020 - Smaltimento di sfalci e potature: la Regione Piemonte riapre i Centri per il conferimento.

La Regione, visto il prolungamento delle restrizioni causa Covid 19, ha stabilito che per venire incontro sopratutto alle esigenze di quanti abbiano in questo periodo sfalci d’erba e potature da smaltire, si possano riaprire i Centri per il conferimento dislocati sul territorio. Naturalmente l’accesso alle aree sarà contingentato e rigidamente regolato attraverso:

  • orari di accesso limitati e eventualmente su prenotazione.
  • limitazioni nel numero di accessi per uno stesso utente.
  • accesso alle aree con mascherine e guanti.
  • presenza di un servizio d’ordine per mantenere le distanze tra gli utenti.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il testo integrale della nota della Regione Piemonte. Inoltre vi invitiamo a consultare i canali informativi del Consorzio di gestione dei rifiuti del vostro Comune.La redazione vi terrà aggiornati su eventuali modifiche, grazie!

#iorestoacasa

24/4/2020 - La cinquantesima Giornata mondiale della Terra: dall’Apollo 8 al Covid-19

Una famosa foto scattata dall’ Apollo 8 alla vigila di Natale del 1968 rese evidente a tutti la fragilità del nostro pianeta, sottolineando come la Terra fosse davvero qualcosa di speciale e di unico nel sistema solare. Due anni dopo negli Stati Uniti, in seguito al grande clamore suscitato da un disastro ambientale accaduto in California, prese vita l'Earth Day che, in quella prima edizione, mobilitò 20 milioni di cittadini americani. A distanza di 50 anni la pandemia Covid-19 sta svolgendo una funzione analoga a quella della fotografia del 1968, facendoci scoprire, non solo la fragilità della Terra, ma soprattutto quella del suo equipaggio umano. Infatti, come postulato nella teoria del “Cowboy e della navicella spaziale” di Boulding l’Umanità viaggia su una stessa astronave, il nostro Pianeta. Tutti noi siamo passeggeri, ma anche piloti: ognuno può e deve fare qualcosa perché l’astronave non imbocchi una rotta sbagliata. Tra gli innumerevoli articoli scritti su questa giornata ne abbiamo selezionati alcuni, che potrete leggere nella rassegna stampa. Buona lettura !


16/4/2020 - Coronavirus: fondamentale il corretto smaltimento di mascherine e guanti, anche per tutelare l’ambiente.
La pandemia Covid-19 sta provocando un aumento esponenziale nel consumo di mascherine e guanti monouso. Secondo alcune proiezioni da qui alla fine dell'anno avremo consumato almeno 1 miliardo e 200 milioni di mascherine, solo in Italia. Vista l'enorme quantità di questi rifiuti è necessario fare più attenzione del solito alla loro corretta raccolta che spesso, ci viene segnalato, vengono invece abbandonati sui marciapiedi, sul bordo delle strade e anche nei corsi d’acqua. Questo comportamento incivile può causare gravi fenomeni di inquinamento dell'ambiente naturale e in particolare delle acque con la conseguenza di un incremento drammatico del marine littering, cioè della presenza nei mari di rifiuti, soprattutto di microplastiche. Ricordiamo che guanti, mascherine, fazzoletti e salviette monouso, sono allo stato attuale rifiuto non recuperabile e una volta dismessi devono essere conferiti nella raccolta indifferenziata, tenuto comunque conto delle indicazioni dell'Istituto Superiore di Sanità sia nel caso di soggetti positivi al tampone o in quarantena obbligatoria che per tutti gli altri soggetti. Seguiamo tutti queste semplici norme, è importante! Grazie.

#iorestoacasa


6/4/2020 - Beata la differenziata: on line il nuovo sito!
Il nostro sito, dedicato ai rifiuti e alle azioni quotidiane che si possono adottare per contribuire alla tutela dell’ambiente, si presenta completamente rinnovato, sia nella veste sia nei contenuti. Nato nel 2012 come complemento alla campagna di sensibilizzazione sulla corretta raccolta differenziata che la Provincia di Torino aveva realizzato, è stato aggiornato e ampliato introducendo delle importanti novità, come per esempio la versione in lingua inglese.
Il sito è strutturato in diverse sezioni: oltre a dare tutta una serie di informazioni a livello divulgativo sul ciclo dei rifiuti (dalla produzione allo smaltimento finale), vuole essere un utile strumento a disposizione dei cittadini per dare un aiuto concreto nella vita quotidiana per
  • sapere quali comportamenti di consumo sostenibile e consapevole si possono adottare per ridurre la produzione dei rifiuti.
  • avere informazioni pratiche su dove effettuare acquisti consapevoli nel territorio Metropolitano, anche attraverso mappe ed elenchi dedicati ai cosiddetti “Punti riduci e riusa”.
  • sapere come e dove fare una corretta raccolta differenziata, consultando il Dizionario dei rifiuti (che comprende più di 450 voci).
  • essere costantemente aggiornati sulle novità, attraverso la sezione Notizie ed eventi.
  • avere un  canale di comunicazione diretto con la Città metropolitana di Torino, sia segnalando nuovi rifiuti da inserire nel Dizionario dei rifiuti sia di nuovi Punti riduci e riusa attraverso la compilazione di questionari che abbiamo realizzato appositamente.

Il sito sarà costantemente revisionato, aggiornato e ampliato e per ciò contiamo anche sul vostro prezioso aiuto.Grazie e buona navigazione!.

#iorestoacasa


20/3/2020 - Emergenza Covid-19: come gestire i rifiuti urbani ?

La situazione di emergenza che stiamo tutti vivendo sta facendo emergere, soprattutto rispetto alle limitazioni previste dal Decreto del Presidente del Consiglio, dei dubbi a proposito delle normali attività quotidiane, tra cui anche la gestione dei rifiuti prodotti dalle famiglie e dalle utenze non domestiche. La Regione Piemonte ha trasmesso lo scorso 19/3/2020 una nota ufficiale che, in sintesi, prevede:

  • la prosecuzione sul territorio delle attività di gestione dei rifiuti, compresa la raccolta differenziata, in quanto Servizio di pubblica utilità e quindi non sottoposta a limitazioni
  • la chiusura temporanea ed immediata dei Centri di raccolta comunali e consortili e dei Centri del riuso a disposizione dei cittadini, poichè si tratterebbe di effettuare spostamenti non indifferibili e urgenti
  • la possibilità, a discrezione di Enti ed Aziende di gestione dei rifiuti, di avviare forme alternative di raccolta presso le utenze domestiche dei rifiuti temporaneamente non più conferibili ai Centri di Raccolta
  • la possibilità, a discrezione di Comuni e Consorzi di gestione dei rifiuti e solo se in situazioni di indifferibilità ed urgenza, di aprire i Centri di raccolta per un tempo limitato ed esclusivamente per le utenze non domestiche.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il testo integrale della nota della Regione Piemonte.

Inoltre vi ricordiamo che, secondo quanto comunicato dall’Istituto Superiore di Sanità, particolare cura va prestata allo smaltimento dei rifiuti prodotti in famiglie con pazienti positivi al coronavirus in isolamento domiciliare. Nell’ infografica tutti i dettagli. La redazione vi terrà aggiornati su eventuali modifiche, grazie!

#iorestoacasa


17/2/2020 - Progetto "100% plastica": la Città metropolitana ospita una delegazione etiope.

Una delegazione proveniente dalla città etiope di Awassa ha effettuato, dal 10 al 14 febbraio 2020, una visita studio nel territorio della Città metropolitana di Torino. La visita era prevista nell'ambito del Progetto di cooperazione allo sviluppo “100% Plastica: intervento di sviluppo del settore di raccolta e riciclo dei rifiuti plastici a Awassa”, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, cui la Città metropolitana di Torino ha partecipato in qualità di partner. Durante la loro permanenza i delegati hanno potuto conoscere non solo i principali aspetti della governance nazionale e locale nella gestione integrata dei rifiuti solidi urbani, ma anche "toccare con mano" alcune tra le realtà impiantistiche più interessanti ed attive del territorio. Sul sito istituzionale della Città metropolitana uno speciale sulla visita.

 

 

 

 

 

 


Ciao Giorgio.

Difficile trovare le parole con cui la nostra Redazione vorrebbe salutare un collega e amico che, troppo presto, ci ha lasciati. Abbiamo avuto la fortuna di lavorare accanto a lui per molti anni e, sicuramente, non sarà facile dimenticarlo. Vi lasciamo con un breve scritto di Agata Fortunato dell'Ufficio Ciclo Integrato Rifiuti che, in poche righe, lo ricorda con affetto.